Dolce risveglio autunnale...


Non so voi, ma non c'è niente che mi piaccia di più in autunno che sentire il profumo di un dolce appena sfornato e, visto che il maltempo di questo weekend non mi ha permesso di uscire, ho pensato di provare una nuova ricetta che mi ha mandato un'amica... con qualche variante.

Ero partita con l'idea di fare una semplice torta alla zucca ma ho finito col preparato sei splendidi tortini alla zucca e uvetta e a sperimentare la stessa ricetta con nuovi ingredienti, ma di questo vi parlerò meglio fra poco. Partiamo dalla ricetta per i tortini alla zucca:


Per 6/8 Tortini:
  • Purea di Zucca (ottenuta da 150g di Zucca pesata a crudo)
  • 100g di Burro
  • 90g di Zucchero
  • 180g di Farina (io uso 1/2 farina e 1/2 fecola di patate)
  • Buccia grattugiata di 1/2 Limone
  • 1 bustina di Lievito
  • 1 bustina di Vanillina
  • 80g di Uva passa (ammollata nel rum o in un altro liquore - io ho usato il brandy)
  • 1 pizzico di sale
Mescolare la purea di zucca allo zucchero, al sale, al burro ammorbidito e alla scorzetta di limone. Setacciare la farina insieme al lievito e alla vanillina ed aggiungerla poco per volta al composto mescolando bene fino ad ottenere una pasta densa e collosa.
Passare l'uvetta nella farina ed aggiungerla al composto.
Aiutandosi con un cucchiaio, distribuire il composto sul fondo degli stampini riempiendo fino a 2/3.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 25 minuti.


Note e suggerimenti:
  • Ci sono diversi modi per ottenere la purea di zucca. Io ho tagliato la zucca a listarelle e l'ho cotta al vapore per 15 minuti per poi schiacciarla con una forchetta. La ricetta originale invece prevedeva di cuocere la zucca al forno per 20 minuti e poi passarla nel mixer o nel frullatore.
  • L'uvetta andrebbe lasciata a mollo nel liquore per un'oretta circa. Passare l'uvetta nella farina serve ad evitare che questa si depositi sul fondo durante la cottura.
  • I tempi di cottura dipendono molto dal forno e dagli stampini che utilizzate. Io ho usato sei stampini di 5cm di diametro e 4cm di profondità. Consiglio di cuocere le tortine per 20 minuti e poi di provare a bucarle con uno stuzzicadenti per vedere se sono cotte o se hanno bisogno di qualche minuto in più.
  • L'impasto finale risulta soffice e leggero, ideale per dei dolcetti da colazione o da accompagnare a una buona tazza di tè.

Varianti sperimentate e consigliate:
  • Banana e gocce di Cioccolato - (come nella foto qui sopra) In questo caso, sostituire alla zucca due banane mature sbollentate e schiacciate con la forchetta. Al posto dell'uvetta, aggiungere 80g di cioccolato tagliato in pezzi piuttosto grossolani (per evitare che si sciolga completamente durante la cottura). 

  • Mela e Cannella - In questo caso, sostituire alla zucca due mele renette piccole tagliate a fettine, rosolate in padella e schiacciate con una forchetta. Aggiungere inoltre 2 cucchiai di cannella.

  • Carota e Nocciole - In questo caso, sostituire la zucca con 2 carote tagliate a rondelle, cotte al vapore e schiacciate con una forchetta. Aggiungere inoltre 25g di nocciole tritate grossolanamente, un cucchiaino di marmellata all'arancia e 15g di burro in più, oltre a quello già indicato nella ricetta.

  • Pere e Cioccolato - Sostituire la zucca con 2 pere abate piccole tagliate a pezzi, cotte al vapore e schiacciate con una forchetta. Al posto dell'uvetta, aggiungere 80 grammi di cioccolato fondente tagliato tagliato in pezzi piuttosto grossolani.
Spero che queste ricette vi piacciano. Sono curiosa di sapere se avete altre varianti da suggerirmi per queste giornate d'inverno... magari con le castagne o con gli amaretti.

A presto...

Un Assaggio di... Lisbona


Come vi avevo accennato qualche giorno fa, di recente io e Marco abbiamo trascorso uno splendido weekend a Lisbona. Nonostante il tempo a nostra disposizione fosse piuttosto ridotto, siamo riusciti a vedere gran parte della città e a passare due giorni con il giusto mix di relax e scoperte.

Penso che il segreto fondamentale per passare un buon weekend in viaggio sia prima di tutto di accettare dall'inizio che non sarà possibile vedere proprio tutto e quindi scegliere cosa ci interessa di più e tenere quello che avanza per visite future. Aiuta anche scegliere un albergo in centro (per limitare in numero e la durata degli spostamenti) e, se non si conosce proprio per niente la città, magari anche prendere parte a un piccolo tour guidato durante la prima giornata di visita (in modo da farsi un'idea della città nel suo complesso).

Qualche dato sul nostro viaggio
Periodo: dal 14 al 16 Ottobre
Hotel: vicino alla stazione di Rossio
Il nostro viaggio è iniziato con una full-immersion nella vita notturna portoghese. Dopo aver lasciato i bagagli in albergo ci siamo diretti a piedi al Bairro Alto, quartiere che di sera prende vita e dove si possono trovare diversi ristoranti, bar e pub. Ne abbiamo scelto uno molto spartano dove abbiamo preso la carne sulla pietra (in sostanza viene servita una pietra ollare bollente con accanto qualche salsina e qualche fetta di carne cruda che ci si cucina da soli).
Quando siamo usciti, le strade del Bairro Alto erano piene di gente che chiacchierava e beveva in strada davanti agli ingressi dei diversi locali. In alcuni tratti si faceva fatica a passare e non è certo un ambiente adatto a tutti, ma è stata senza dubbio una serata interessante.


Il primo giorno abbiamo preso parte a un Tour di Lisbona in bicicletta [link].
Il tempo era fantastico ed in generale è stata una splendida esperienza. Certo, l'idea di fare un tour in bici non è proprio da tutti, ma mi sono informata bene prima di partire e vi posso confermare che questo giro è davvero facile, oltre ad essere molto bello. Si parte da un punto alto della città e si procede in discesa facendo piccole soste per sentire le spiegazioni della guida (in inglese). Raggiunta l'area lungo il fiume, c'è una rilassante pista ciclabile che porta al quartiere di Belem, dove si conclude il giro.
A metà del tour c'è una sosta a in un locale storico dove viene offerto un dolcetto locale e un bicchierino di liquore (tanto per stare in allegria).
Questa parte della vacanza è piaciuta davvero molto sia a me che a Marco sia perchè ci ha dato un'idea della città, che perchè era davvero tanto che non salivamo su una bicicletta (specialmente io) ed è stata un'esperienza divertente. Inoltre Filipe, la guida, ama davvero molto la sua città e ci ha parlato di aspetti di Lisbona che non avremmo potuto conoscere in nessun altro modo.


La zona di Belem ha davvero molto da offrire, ma il mio luogo preferito è senza dubbio il  Monasterio dos Jeronimos [link]. La parte senza dubbio più impressionante è il chiostro (nella foto in alto) che si estende su due piani e che è riccamente ornato da bassorilievi e colonne molto elaborate. Davvero uno spettacolo che merita di essere visto. Il Monastero apre alle dieci ed il costo del biglietto è di 7 euro (anche se la domenica mattina l'ingresso è gratuito).


Nello stesso quartiere si trova anche la Torre di Belem [link] che, costruita intorno al 1520 come torre difensiva, ha poi svolto la funzione di dogana, magazzino e prigione (in base all'esigenza).
Noi abbiamo scelto di non entrare nella torre, anche se è possibile.

Un'altra tappa d'obbligo del quartiere è la visita alla pasticceria dove sono nate le Pasteis de Belem [link], i tipici dolcetti composti da un cestino di sfoglia croccante e un ripieno di crema all'uovo. Serviti tiepidi e con una spolverata di cannella sono una vera e propria delizia. La pasticceria si trova accanto al monastero ed è piuttosto affollata (ma per un buon motivo).


Uno dei principali simboli di Lisbona è il Tram 28. Leggermente più corto dei tram milanesi, attraversa buona parte di Lisbona e gira ad una velocità impressionante tra vie strette, curve improbabili e vicoli in salita.
Il tram originale non ha costi aggiuntivi oltre a quelli del biglietto dei mezzi pubblici (un biglietto giornaliero costa circa 5 euro), ne esistono invece delle varianti prettamente turistiche colorate di rosso che offrono tour guidati della città.
In generale questo tram è piuttosto affollato ma è il mezzo ideale per raggiungere il Castello de Sao Jorge [link] nel cuore del quartiere di Alfama. Unica nota negativa: occhio alle borse! Sul tram girano parecchi borseggiatori.



Il quartiere di Alfama, uno dei più antichi della città, è disseminato da piccoli ristorantini che lla fine della cena offrono spettacoli di Fado.
Per non rischiare di perderci questa esperienza, abbiamo prenotato con largo anticipo al Sr Fado [link], un ristorante di appena 20 coperti gestito da Duarte e da sua moglie Marina (cuoca e cantante di fado).
La serata è stata davvero piacevole. Abbiamo gustato un piatto di pesce e frutti di mare accompagnato da riso bianco davvero ottimo.
Un solo consiglio: se volete assistere ad uno spettacolo di fado, premuratevi di riposare un pochino prima di uscire per cena. Dopo una giornata impegnativa, una bella mangiata e mezzo litro di vino, la musica dolce e malinconica del fado può avere un effetto leggermente soporifero. A parte questo piccolo inconveniente, siamo rimasti davvero colpiti dal suono della chitarra portoghese e abbiamo passato una serata meravigliosa.

Altre informazioni utili: 
Taxi - il costo dei taxi è più contenuto rispetto a Roma o Milano e l'aereoporto si trova molto vicino alla città. Indicativamente, la tratta Aereoporto/Centro viene a costare una decina di euro. 

Mangiare fuori - in generale anche bar e ristoranti sono meno cari rispetto a Milano (non che ci voglia molto). Inoltre, si usa servire pane e burro salato ovunque prima del pasto. Lisbona è disseminata di pasticcerie dove per pochi euro si possono fare delle ottime colazioni. Attenzione però, i dolci tipici sono quasi tutti molto calorici e a base di uova.
Spero che questo piccolo assaggio di Lisbona vi sia piaciuto.
A presto...

Anticipazioni autunnali...


In passato l'autunno è sempre stato la mia stagione preferita, specialmente verso l'inizio, quando le temperature sono ancora miti, le pioggie brevi e le piante cominciano a prendere colore.
Quest'anno però proprio non so cosa dire. Sembra che il freddo sia arrivato in un colpo solo e neanche la prospettiva dello shopping autunnale e dei cappottini colorati riesce a farmi sentire meglio. Potrebbe essere una ricaduta d'influenza. Mah.

Parlando di cose senza dubbio più gradite, il weekend a Lisbona è andato benissimo e ho davvero molte cose da raccontarvi oltre a foto e suggerimenti utili per chi fosse interessato a visitare la città (tra breve uscirà qualche post in merito sul blog), inoltre ho già pensato a qualche progettino da realizzare con vecchi maglioni e a qualche ricetta veloce per le giornate piovose.

Voi come avete passato lo scorso weekend?
State già pensando al prossimo o siete ancora impegnati con il cambio dell'armadio?

A presto...

L'arte del bagaglio a mano...


Se siete anche voi degli amanti dei weekend low-cost, avrete già familiarizzato con il concetto del bagaglio a mano e con le sfide che comporta, specilamente per noi donne.
Visto che in questi giorni sono alle prese proprio con la preparazione di un bagaglio a mano, ho pensato di approfittarne per scrivere due righe in merito, giusto per raccontarvi i trucchetti che uso di solito.

Visto che non sono particolarmente ordinata, in genere cerco di preparare (o almeno pianificare) il bagaglio con 3 giorni d'anticipo, tempo che di solito mi permette di lavare e stirare quel paio di jeans di cui proprio non posso fare a meno.

Come prima cosa, controllo il tempo previsto, giusto per farmi un'idea delle temperature medie che troverò e delle possibili precipitazioni. Dopotutto, quando si ha a disposizione così poco spazio, anche l'ombrello può fare la differenza. Può essere utile controllare anche cosa mette a disposizione l'albergo/B&B (per esempio l'asciugacapelli).

Per scegliere cosa portare con me, comincio sempre dalle scarpe. Potrà sembrarvi strano, ma le scarpe rischiano di occupare un sacco di spazio e per me è molto più facile decidere quali vestiti portare se so già quali scarpe avrò con me. Per questa vacanza, visto che passeremo la maggior parte del tempo camminando, ho scelto di portare un paio di sneakers comodissime dal taglio decisamente classico che si adattano bene sia per il giorno che per una serata casual (nota: sistemare le calze all'interno delle scarpe, permette di salvare spazio).


Per quanto riguarda l'abbigliamento, cerco di seguire queste regole:
  • Calze e biancheria: uno per ogni giorno di viaggio (+ uno se viaggio in autunno/inverno o verso una destinazione fredda);
  • Pantaloni: per 2/3 giorni, 2 paia sono più che sufficienti (un paio di jeans addosso e un paio di pantaloni classici in borsa);
  • Magie: per 2/3 giorni di solito ne porto 2 a manica corta (o canotte) e 2 a manica lunga. Mi piace vestirmi a strati quindi mi capita di sovrapporle tra loro;
  • Maglioni/Cardigan: anche in questo caso direi che 2 è il numero perfetto (uno addosso e uno in borsa).
  • Accessori, gonne, vestitini e altri indumenti aggiuntivi occupano lo spazio rimasto ma passano decisamente in secondo piano.
Per quanto riguarda la borsetta, negli ultimi anni le regole per i bagagli a mano sono diventate ancora più severe e molte compagnie impongono che borsette, portatili e acquisti fatti al duty free siano riposti all'interno di un unico bagaglio. Per questo motivo di solito porto con me una borsetta in tessuto che occupa meno spazio e patisce molto meno il fatto di essere schiacciata nella valigia.

Vi avevo già parlato del fatto che non sono molto pratica di make-up [link], questo sicuramente rende più facile la preparazione dell beauty (per chi se ne fosse dimenticato i liquidi e le creme non possono superare i 100ml per confezione fino a un totale complessivo di un litro). I "must" per me restano: crema mani (specialmente in questa stagione), cuffia per la doccia e almeno una salviettina di smacchiatore. Poi, come tutti, faccio incetta di campioncini in profumeria prima di partire!

Direi che il vero segreto per preparare un bagaglio compatto sta nell'avere un pochino di buonsenso. Non so voi, ma io sono abituata ad avere tutto a portata di mano e, se non mi controllassi, rischierei di portare davvero un sacco di cose inutili in valigia. Per esempio, stando via appena 2 giorni, ha davvero senso che porti con me il lettore mp3 e un libro?! So che in molti direbbero di si, e se viaggiassi da sola sicuramente li riterrei essenziali. Ma viaggiando in coppia, sono senza dubbio oggetti superflui e, se proprio dovessi avere troppo tempo libero in aereoporto, potrei sempre acquistare una rivista sul momento.

E voi, come ve la cavate coi bagagli a mano? 
Avete qualche segreto da condividere?
Cosa non può assolutamente mancare nella vostra valigia?

Se avete un pochino di tempo da perdere, vi consiglio di dare un'occhiata a questi video (i primi due meritano davvero):
  • How to Army roll a t-shirt [link]
  • Japanese way of folding T-shirt [link]
  • Packing like a Pro [link]
  • How to pack everything for your vacation into a carry-on [link]
Spero che questo post possa esservi utile. Buon viaggio e a presto...



P.s. per comodità vi riporto uno specchietto aggiornato al 11 Ottobre 2011 con pesi e misure dei bagagli a mano delle principali compagnie low-cost, insieme al collegamento per trovare maggiori dettagli.

 Compagnia  Aerea Dimensioni Massime Peso Massimo Dettagli Note
Easyjet 56 x 45 x 25 cm non indicato  [link
Ryanair 55 x 40 x 20 cm 10 kg  [link]
Germanwings 55 x 40 x 20 cm 8 kg  [link
Vueling 55 x 40 x 20 cm 10 kg  [link consentito piccolo bagaglio addizionale
Airberlin 55 x 40 x 20 cm 6 kg  [link
Meridiana 55 x 40 x 20 cm *8 kg  [link *Max 5 kg sui voli operati da A/M ATR
Windjet 55 x 35 x 25 cm *10 kg  [link *Max 8 kg sui voli operati da Meridiana
Transavia 55 x 35 x 25 cm 10kg  [link consentita borsa duty free
Norwegian 55 x 40 x 23 cm 10 kg  [link
Airlingus 55 x 40 x 20 cm 10 kg  [link consentito piccolo bagaglio addizionale
Helvetic 55 x 40 x 20 cm 5 kg  [link

Bustina per gli occhiali fai-da-te...


Come vi ho accennato nel post di ieri [link], vista l'imminente partenza ho pensato di scrivere alcuni post dedicati al viaggio. Tra le mille idee che mi giravano in testa, ho pensato di realizzare un accessorio unisex che può rivelarsi piuttosto utile: una bustina porta occhiali.
I miei occhiali da sole, infatti, sono di un formato piuttosto grande e la loro bustina è rigida e piuttosto ingombrante.



Per questo progetto ho utilizzato del jeans (lo stesso utilizzato in questo progetto [link] per realizzare una borsetta), un panno leggermente elasticizzato (che viene da una vecchia maglietta) e del rinforzo da applicare con il ferro da stiro (non mi ricordo il nome tecnico, ma capirete meglio più avanti).


Ho cominciato tagliando un rettangolo di jeans e fermandolo con alcuni spilli per trovare la dimensione giusta (in questo caso: 19x22 cm).


Ho poi tagliato il tessuto elasticizzato (che ho deciso di usare come fodera) ed il rinforzo (che rimane leggermente più piccolo: 17x20cm).
A questo punto ho appoggiato il lato più lucido del rinforzo sul jeans ed ho pressato con forza con il ferro da stiro alla massima temperatura (per capire meglio come funziona, vi consiglio di guardare questo video [link] che contiene qualche informazioni in più)

 

Mentre il tessuto si raffreddava, ho preparato la fodera interna e poi ho cucito il jeans per formare una bustina rettangolare (linea verde su linea arancio, tanto per essere chiari).


Avrei potuto tranquillamente usare le stesse misure per fare la fodera, ma volevo che avesse una specie di linguetta per chiudere meglio la bustina (ed eventualmente per pulire gli occhiali) quindi se guardate la quarta foto noterete che ho lasciato la fodera un pochino più grande. Per la precisione è composta da due rettangoli, uno identico al tessuto di jeans e l'altro che si estende lungo una metà del lato superiore e che, una volta piegato a metà e cucito, forma la linguetta.
Ho poi infilato la fodera all'interno della busta di jeans e ho fermato i bordi con una cucitura.


Per chiudere il tutto ho usato un bottone e un vecchio elastico per capelli, come potete vedere nella foto sopra (nota: nella foto la bustina contiene gli occhiali).


Ed eccovi la bustina pronta e finita. Spero che questo progetto vi possa servire.
A presto...


Qualche dato su questo progetto
  • Dimensioni finali della bustina: 17x9 cm
  • Tempo impiegato: 2 ore (senza macchina da cucire)

Partenze e gnomi viaggiatori...


Oggi vi scrivo dal mio pc di casa con in mano una tazza di tè fumante e ai piedi dei calzini grigi a pois bianchi (non c'entra niente, ma ci tenevo a dirvelo perchè mi fanno sorridere). Ebbene si, anch'io ho preso l'influenza ma per fortuna penso di esserne quasi uscita (dita incrociate). Dovrei tornare a lavoro domani.

Ad ogni modo, ho delle splendide notizie: visto che io e Marco stimo per partire per un weekend via, ho pensato di approfittare dell'occasione (e del fatto che sono confinata a letto) per aggiornare il blog e preparare qualche post incentrato sui viaggi, quindi aspettatevi di vedere valige e progetti di viaggio su questo blog nei prossimi giorni.

La destinazione?! E' un segreto. Marco non sa dove lo porterò, quindi non posso proprio rivelarvelo. Vi toccherà aspettare di vedere le foto al nostro ritorno!

Personalmente, niente mi fa venire voglia di prendere e partire come le foto del gnomo viaggiatore di Amelie. Su internet ci sono diverse foto di persone che si sono lasciate ispirare da questa storia e si son portate in vacanza un piccolo gnomo da fotografare. Mi sembra un'iniziativa simpatica anche se forse sceglierei di portare qualcosa di più personale, dopotutto, vivendo in un appartamento, di gnomi da giardino proprio non ne conosco.
In compenso ho degli amici che immancabilmente si fotografano i piedi (su spiaggie e strade diverse, ovviamente). 

E voi, avete qualche viaggio o gita in programma per questo autunno?
Avete qualche ossessione fotografica da viaggio che si possa raccontare?

A presto...

In viaggio...


Oggi vi scrivo dal treno mentre guardo panorami sparire velocemente dal finestrino. E' stata una giornata felice, con forti folate di vento e sprazzi di sole intensi e improvvisi. Non so bene perchè ma mi è venuta in mente quella foto in cui un gruppo di benedettine se la ridono mentre lottano contro il vento che cerca di sollevare le gonne nere. Non ricordo dove l'ho vista nè quando, ma non riesco a smettere di pensarci.

Ormai il weekend è praticamente arrivato ma ha un sapore diverso dal solito. Forse è perchè sento che l'estate è finita e che questi ultimi giorni di sole non sono altro che una specie di presa in giro, un autunno mascherato.

Prima stavo camminando lungo un viale alberato e mi è sembrato che i pioppi ballassero al tempo con la canzone di Footloose [link]. Starò perdendo la testa o posso ancora cavarmela con dando la colpa al cambio di stagione?!

Ho ancora un sacco di pensieri per la testa ma, nonostante tutto, sento un gran senso di serenità e di pace. Sembra quasi impossibile di poter trovare qualcosa del genere dietro la frenesia che ormai contraddistingue la nostra vita quotidiana.

Vi capitano mai questi momenti in cui tutto sembra fermarsi un attimo per lasciarvi respirare? Spero di si. E spero anche che possiate passare un buon weekend, qualsiasi cosa scegliate di fare.

A presto...

Cipria, Rossetto e altri segreti...

 
Tra le mille cose che non ho ancora imparato a fare, una in particolare comincia a pesarmi di più ogni anno che passa: non mi so truccare.
Ad alcune di voi potrebbe sembrare strano; conosco donne che non sarebbero in grado di uscire di casa senza almeno cipria e mascara ma, per quanto mi riguarda, ne ho sempre fatto volentieri a meno e sto lentamente cominciando a pentirmene.

Da ragazzina ho avuto la fortuna di avere una bella pelle e di non combattere troppe battaglie contro brufoli e punti neri. Mi capitava di uscire la sera con appena un accenno di matita nera o di ombretto, mentre alcune amiche passavano ore in bagno a spennellarsi di fondotinta dal tono rigorosamente sbagliato (è una di quelle cose che secondo me s'impara per tentativi) e a giocare con trousse che contavano qualsiasi varietà di colore conosciuto.

Non mi sono seriamente posta il problema fino a quando non mi sono trovata a lavorare in un ufficio di sole donne. Con questo non voglio certo dire che le colleghe mi abbian fatto pesare il look "acqua e sapone" (che nel mio caso è un modo carino per dire trascurato e spettinato), ma diciamo che ho cominciato a notare le differenze e a provare ammirazione per l'aria curata e professionale che sa donare un trucco fatto bene.

Negli ultimi anni, quindi, ho fatto il possibile per portarmi al passo coi tempi ma non è stato sempre facile. Se uscire truccata male in seconda superiore è quasi la norma, vi posso garantire che in ufficio fa tutto un altro effetto. E poi c'è da dire che, quando una persona non è abituata a vedersi col trucco addosso, le prime occhiate allo specchio possono fare davvero impressione. Mi è capitato di specchiarmi e sentirmi quasi pronta per il carnevale più che per una riunione.

Anche in questo caso internet può essere davvero d'aiuto. Qualche tempo fa ho scoperto il canale youtube di Pixiwoo [link], creato da due truccatrici professioniste inglesi che, oltre a spiegare molto bene, sono piuttosto simpatiche. Se mi capita di svegliarmi presto la domenica mattina, mi piace sbirciare i loro ultimi video con una tazza fumante di tè in mano (mentre Marco dorme).

Come me la cavo oggi?! Meglio. Ho ancora un approccio minimalista al trucco e preferisco un effetto naturale, ma penso di aver anche imparato ad apprezzare look più frizzanti... anche se non riesco ancora a capire la differenza tra Blush e Bronzer... e ho paura del piega-ciglia... Va beh.

E voi, come ve la cavate?
Siete delle  avide collezioniste di rossetti o vi accontentate di un velo di cipria?

Se c'è qualche uomo in ascolto, sarei davvero curiosa di sapere cosa ne pensa di tutto questo! Lasciate un commento per dire la vostra.

A presto...

Pensieri e coni gelato


Stasera ho molti pensieri per la testa e, come sempre quando sono molto pensierosa, ho tutta una serie di voglie strane. Prima che pensiate a qualcosa di trasgressivo ed improbabile, lasciate che vi rassicuri, sto parlando di cibo, e più precisamente di gelato alle noci.

Non so da cosa dipenda esattamente ma, come molte altre donne che conosco, ho un rapporto quasi emotivo con il cibo. Ci sono cibi che mi fanno sentire bene, magari legati a qualche bel ricordo, cibi che mi danno un senso di fastidio immediato e cibi che mi aiutano a riflettere e a prendere delle decisioni.

Il gelato rientra senza dubbio in quest'ultima categoria. Forse perchè in Italia è il cibo da passeggio per antonomasia (si ragiona meglio camminando, no?!), o forse perchè ha una bontà semplice e universale (ha senso per voi quello che sto dicendo?).
Poco importa, quello che conta è che ho bisogno di un cono di gelato alle noci. Presto. Subito.

Che cosa mi affligge? Sono preoccupata per una persona a cui tengo molto che di recente ha subito un lutto in famiglia. Non è il dolore per la perdita che mi preoccupa. Non che voglia sminuire questo sentimento così profondo, ma si trattava di una persona molto anziana e malata già da diverso tempo e che ha avuto una vita lunga e piena di soddisfazioni, quindi penso di poter dire che forse tutto questo rende il dolore un pochino più sopportabile... no, è un'altra la cosa che mi preoccupa... è la solitudine. E' il fatto che intuisco che questa persona a cui tengo molto, che purtroppo ha perso tanti cari amici in questi ultimi anni, stia cominciando a sentirsi sola... e vecchia... e dimenticata.

Come si affronta un argomento del genere? Come si fa a esprimere il proprio supporto a distanza? Qual'è il gesto più adatto per dire "sono qui, anche se ci vediamo poco, ti penso e mi preoccupo per te"?
Quale gusto di gelato può dare il coraggio a una persona di fare nuovi incontri e di aprirsi di più alle possibilità che la vita ci offre a tutte le età?

Forse è troppo sperare che basti qualche cucchiaio di gelato alla noce per trovare una soluzione... ma di certo tentare non nuoce. Chissà se riesco a convincere Marco a prendere la moto e scappare con me...

Buona notte e a presto...

Questione di fortuna...

Ci sono giorni in cui ti alzi dal letto e hai già la consapevolezza che le cose non andranno esattamente come hai pianificato. Non ti sorprendi neanche troppo quando il treno che prendi tutti i giorni (e che è regolarmente in ritardo di 4 minuti) ti parte davanti senza neanche un accenno di rimorso o di scusa, o quando l'unica macchinetta del caffè del piano è fuori uso e non hai tempo di andare a prendere il tuo solito bicchierino di tè altrove.

Cose che capitano. Si va avanti senza. Ma la sensazione è quella di essere improvvisamente privati di qualcosa di essenziale alla nostra routine mattutina, come se l'universo ci avesse fatto un torto.

La mia mattinata è iniziata precisamente così. E probabilmente sarei tornata a casa la sera lamentandomi della giornataccia se solo non avessi letto un articolo sul times che non aveva niente a che fare con tutto questo... o forse si.

L'articolo di per sè parlava del modo in cui, al giorno d'oggi, siamo abituati a fare affidamento sullo stato per determinati servizi e su quella che noi definiamo essere la soglia di povertà. L'opinionista se la prendeva in particolar modo con quelle persone che si definiscono povere e che poi hanno un televisore, la playstation e più di un cellulare in famiglia.
Non entro certo nel merito di discussioni sui sussidi pubblici e su chi ha o non ha diritto ad averli, ma non posso fare a meno di notare che effettivamente ci siamo abituati ad avere alcune comodità nella nostra vita a cui faticheremmo a rinunciare, nonostante le spese che comportano... la macchina nuova, l'i-phone, la vacanza speciale, quel paio di scarpe in più...

Sono la prima ad ammettere che ci sono davvero tante cose nella mia vita di cui potrei tranquillamente fare a meno e che tutto sommato non valgono quanto i bei momenti passati coi miei cari.
E poi penso a mia nonna che alla mia età era vedova con tre figli piccoli e un lavoro da sarta.
E mi rendo conto che non ho davvero la più pallida idea di cosa voglia dire fare dei sacrifici. Farli sul serio.

Vorrei rendermene conto più spesso. Vorrei essere in grado, prima di aprire la bocca per lagnarmi di qualcosa, di fermarmi e di apprezzare tutto quello che ho la fortuna di poter fare.  
Non sempre è così, ma oggi si. Oggi sono grata di avere un tetto sopra la testa e delle persone che mi vogliono bene e un lavoro e la salute (e adesso sto toccando ferro perchè ho la sensazione che, se vado avanti così, potrei anche tirarmi addosso un pochino di sfortuna).

Con questi pensieri per la testa, vi auguro una buona serata. A presto...



P.S. per chi fosse interessato, l'articolo in questione si può trovare qui (sfortunatamente il sito del Times da qualche anno è disponibile solo agli abbonati. Un vero peccato.)

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